“Vivere qui, in questa società” – Libro di Natale Adornetto

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Copia del libro di Natale Adornetto
“Uomo apocalittico o uomo integrato? Questo 1984 lo abbiamo scampato o lo stiamo vivendo senza accorgercene? E non è, poi, il 1984, in ogni tempo?”. Queste parole, scritte da una mia amica quando mi ha regalato il libro “1984”, di George Orwell, rappresentano bene questo mio libro. Cosa significa vivere in questa società? Cosa implica, cosa comporta, quali strategie si possono elaborare e mettere in pratica per cercare di evitare di soccombere all’alienazione più totale e di rimanere sempre più stritolati dal macchinario infernale che spinge tutti noi esseri umani a comportarci, a parlare e ad agire in maniera completamente snaturata, spersonalizzata e disumana?

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t*****k15.002021-01-12 09:36:17
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Descrizione

Natale Adornetto (Catania, 1964), psicologo (laurea magistrale all’università di Padova), da più di 35 anni analizza e studia la società nel suo complesso e le relazioni che le persone instaurano in essa.

Riporto anche la sinossi più amplia presente su amazon:

“Uomo apocalittico o uomo integrato? Questo 1984 lo abbiamo scampato o lo stiamo vivendo senza accorgercene? E non è, poi, il 1984, in ogni tempo?”. Queste parole le ha scritte nel 1998 una mia amica nel biglietto d’auguri quando mi ha regalato per il mio compleanno il libro “1984”, di George Orwell. Anche se non ho preso spunto da queste parole per la stesura del libro, questo è in molta parte ben rappresentato da queste, e per tal motivo le sto usando come incipit ad esso. Cosa significa da decenni, specialmente negli ultimi anni, e ancor più “oggi”, vivere in questa società? Cosa implica, cosa comporta, quali strategie si possono elaborare e mettere in pratica per cercare di evitare di soccombere all’alienazione più totale e di rimanere sempre più stritolati dal macchinario infernale che spinge tutti noi esseri umani a comportarci, a parlare e ad agire in maniera completamente snaturata, spersonalizzata e disumana? Già tantissimi anni fa, il controllo su noi persone e su tutto era divenuto ultra e più che capillare, ma progressivamente lo è diventato sempre di più. Sanno tutto di noi – dove siamo, dove andiamo, chi frequentano, cosa diciamo, etc. –, e non vi è più nulla ove abbiamo un nostro angolo di privato e di intimità che sia solo nostro e di nostra esclusiva conoscenza. Si sono infiltrati in ogni secondo e attimo delle nostre vite, per controllare e per dirci cosa dobbiamo fare e come farlo, cosa dobbiamo pensare, come ci dobbiamo muovere, come ci dobbiamo vestire, come ci dobbiamo addobbare. E quando devono ottenere qualcosa, o se per caso qualcosa non va come previsto e secondo i piani, cominciano all’istante i martellamenti continui tramite i media e tutto.

Erving Goffman ha definito istituzioni totali quelle istituzioni, come il carcere e gli ospedali psichiatrici, ove tutti gli aspetti e tutti gli istanti delle persone che lì si trovano, sono controllati, gestiti, scanditi, stabiliti e decisi da altre persone. Sono istituzioni che inglobano le persone totalmente.

Da tempo, tutti gli apparati statali e del potere sono diventati un’unica e gigantesca istituzione totale inglobante tutti/e noi e le nostre vite.Tutte le persone pensiamo di essere libere e di fare libere scelte, ma si dovrebbe saper spiegare, solo per dirne una, dove sta la libera scelta nell’avere tutti/e un cellulare. Già, ognuno/a di noi ha fatto le sue riflessioni, ha ponderato, e ha “scelto”…

Tutti pensiamo di decidere in maniera autonoma e indipendente, ma, guarda caso, le scelte sono tutte le stesse, uguali per tutti. E ci sentiamo tutti/e originali e diversi/e dalle altre persone, senza accorgerci che siamo tutti “acconciati/e” negli stessi modi, che parliamo negli stessi modi, che usiamo le stesse parole, frasi e modi di dire. Le “nostre” scelte e i “nostri” stili di vita sono decisi da altre persone, noi siamo guidate e direzionate, e ci dirigono dove vogliono, ci fanno fare quello che vogliono, come i fatti dicono e dimostrano. Troppa desolazione vi è sulla terra, nel sociale e nei rapporti tra persone. Ci siamo inariditi/e e induriti/e tutti/e, e troppo. Non ci sono più relazioni vere fra esseri umani ma si sta a guardare cosa si può trarre ed avere dall’altra persona, e si ricorre a tutti i sotterfugi, a tutte le astuzie e a tutti gli inganni per mettere l’altro/a nel sacco. Si sta a vedere il proprio tornaconto e a guadagnarci in qualche modo dall’interazione con le altre persone, e tutti/e facciamo così.

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